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mercoledì 13 ottobre 2010

Il contadino idealista e romantico

Vecchi ricordi.... Che lavoro fai? Il contadino!

Cosa fai per vivere, mi chiese... il contadino risposi seccamente atteggiandomi a professore.
Era vero, ma non mi ero mai sentito così soddisfatto nel pronunciare quelle due parole.

Tante volte mi ero atteggiato ad impiegato, oppure a tecnico elettronico, o ad altre professioni. Argomentavo sulla mia professione a volte da intellettuale, altre volte da sempliciotto... recitavo la mia parte e mi divertivo così.

Ed ora ero nella parte del contadino e nel recitare e nell'argomentare costruivo un mondo di tradizioni millenarie, di abitudini e storie leggendarie, di un futuro con tante scommesse da vincere, con tante sogni da realizzare....

E piano piano costruivo il mio mondo ideale e perfetto. Quello che adesso chiameremmo uno sviluppo sostenibile. All'improvviso la consapevolezza inquietante della realtà mi assalì. Trovai delle scuse, invitai gli altri della comitiva a parlare di nuovi argomenti, e mi trovai chiuso nel mio silenzio.

Tutti remano "contro" in nome di un progresso fatto dell'unico dio ( il denaro ) mascherato e venduto come benessere, felicità, ricchezza, ma a guardarlo bene è solo regresso, veleno nell'aria e nella nostra amata terra , stress da competizione infinita, infelicità da eccessivo benessere, solitudine in mezzo a tecnologie avanzatissime di comunicazione.

2 commenti:

  1. Purtroppo il dio denaro stà mandando in malora il mondo, dell'agricoltura specialmente. Vivendo adesso al nord, mi mancano i profumi di un pomodoro appena raccolto ad esempio oppure di verdure fresche. Le grandi distribuzioni acquistano i prodotti dall'estero dove a volte si usano insetticidi vietati nel nostro paese e poi si va alla ricerca del prodotto biologico coltivando dall'altra parte del mondo... non basterebbe vendere i prodotti della propria terra senza fargli fare migliaia di km per arrivare alla nostra tavola?

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  2. Questo post si basa su un evento realmente accaduto una ventina di anni fà, quando la crisi ancora non c'era e tutto sembrava filare liscio.
    Evidentemente i nostri sogni non sono stati abbastanza forti e la realtà ha preso una strada sempre peggiore.

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